Il Romanico

L' Abbazia di Vezzolano, gioiello di un paesaggio d'arte

L’Enoteca Regionale dell’Albugnano opera in un’area costellata di testimonianze storico artistiche d’ogni epoca.
Un paesaggio d’arte in cui spicca l’insieme di piccole pievi, abbazie e campanili, sorti tra l’XI e il XIII secolo, caratterizzati da uno stile unico, noto come Scuola del Monferrato.
Il capolavoro di questo museo diffuso del romanico è la Canonica di Santa Maria di Vezzolano, adagiata in una valletta a breve distanza dal comune di Albugnano.
Le origini della Canonica, che molti chiamano impropriamente Abbazia, si ritrovano in più di una leggenda locale ma la sua storia ufficiale inizia il 17 febbraio 1095 con un documento che certifica la nascita della Canonica dell’ordine regolare di Sant’Agostino.
La costruzione originale è scomparsa, la struttura attuale risale alla seconda metà del XII secolo.
In seguito la Canonica viene contesa da papi e imperatori e cresce in ricchezza e possedimenti, intrecciando la propria vicenda con quella di varie potenti famiglie aristocratiche. Verso la fine del 1500 diventa un tale concentrato di opulenza e viziosità da costringere Carlo Borromeo a indagare e intervenire con severità.
Con i Savoia e i Francesi si succedono poi cambiamenti amministrativi e di gestione che culminano con la vendita all’asta a privati cittadini del chiostro e degli edifici connessi, realizzata nel 1805 sotto Napoleone.
Nel 1895 la Chiesa diventa monumento nazionale con la tutela delle Belle Arti e trent’anni dopo la proprietà dona l’intero complesso agricolo, civile e religioso alla Accademia di Agricoltura di Torino. Dal 2015 la Canonica fa parte del Polo Museale del Piemonte, struttura periferica della Direzione Nazionale Musei del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo.

La Canonica è un piccolo gioiello con numerosi elementi degni di nota.
Notevole la facciata, riccamente decorata e realizzata in mattoni e fasce di pietra arenaria.
È scandita da tre diversi ordini di logge cieche, in cui sono incastonati gruppi scultorei come la statua del Cristo benedicente tra gli arcangeli Raffaele e Michele, i serafini su ruote sovrastati dal busto di Dio Padre e la scultura della Vergine con lo Spirito Santo che le parla all’orecchio destro, alla quale è dedicata la costruzione.
Sul lato Nord si alza un massiccio campanile con base quadrata.

L’interno, arricchito da decorazioni scultoree policrome, è composto da una navata centrale in tre campate con due campate minori laterali. I pavimenti sono di cotto e in cocciopesto.
Il pontile è un tramezzo con un ricco bassorilievo policromo raffigurante i Patriarchi e le Storie della Vergine, queste sculture conservano ancora tracce dei loro colori originari, fra cui il blu ottenuto dal lapislazzulo del Caucaso, che all’epoca era considerato pregiatissimo.
L’altare ha un retable in terracotta policroma che rappresenta la Vergine tra Carlo VIII e Sant’Agostino.

Il chiostro, anche se modificato nelle varie epoche, è tra i meglio conservati di tutto il Piemonte. Nel suo giardino interno si possono ammirare capitelli scolpiti e un ciclo di affreschi trecenteschi che offrono una rappresentazione del Contrasto dei tre vivi e dei tre morti, tema diffuso nell’arte medievale.

I luoghi del Romantico

Abbazia di Santa Fede, Cavagnolo | Canonica di Santa Maria di Vezzolano | Madonna della Neve, Castell’Alfero | Madonna della Neve, Cocconato | Sant’Andrea di Casaglio, Cerreto d’Asti | Sant’Eusebio, Castelnuovo Don Bosco | San Genesio, Castagneto Po | San Giorgio, Andezeno | San Giorgio, Aramengo | San Giorgio, Bagnasco di Montafia | San Giovanni Battista, Berzano di San Pietro | San Lorenzo, Mombello di Torino | San Lorenzo, Montiglio Monferrato | San Lorenzo, Tigliole | Santa Maria, Marentino | San Martino, Buttigliera d’Asti | San Martino, Montafia | San Michele, Tonengo | Santi Nazario e Celso, Montechiaro | San Pietro, Albugnano | San Pietro, Brusasco | San Pietro, Portacomaro | San Pietro, San Sebastiano Po | Santi Sebastiano e Fabiano, Scandeluzza | San Secondo, Cortazzone | San Siro, Casalborgone

Rispetto alla Canonica gli altri edifici sono più modesti. Il loro fascino deriva spesso dall’armonioso inserimento in un paesaggio che l’opera dell’uomo ha trasformato in una fitta trama di colture pregiate, come i vigneti dei nostri soci.

Oggi queste costruzioni appaiono solitarie in cima a una collina o nascoste fra i boschi oppure nei cimiteri, ma una volta erano il cuore della vita quotidiana perché erano le chiese dei villaggi.

Il mondo è cambiato, ma l’abbandono le ha in qualche modo protette e così molte hanno conservato qualcosa della struttura originaria, testimoniando un’età artistica di quasi mille anni fa. Ce ne sono di grandi e meno grandi, più o meno isolate, condividono fra loro il rosso del cotto e il giallo del tufo.

Avvicinandosi, se ne scopre la semplice armonia delle proporzioni e la delicata grazia delle decorazioni incise su pietra.

Trekking

Gli itinerari che collegano i siti Romanici e i loro paesi sono alla portata di ogni turista e sono ricchi di suggestioni, scorci paesaggistici e posticini perfetti per fare una pausa, riposare e gustare una specialità locale o i vini dei nostri soci.

L’offerta di trekking e passeggiate è ampia e articolata. Comprende passeggiate di poche ore e itinerari di più giorni che si snodano fra borghi, arte e colline popolate dai vigneti: basta una breve ricerca in rete per trovare la soluzione migliore per le proprie esigenze di camminatori, turisti e buongustai.

L’Enoteca Regionale collabora strettamente con alcune delle realtà che promuovono la scoperta del territorio attraverso forme di turismo sostenibile come il trekking.

Il Punto Informativo del Romanico

L’Enoteca Regionale si occupa della valorizzazione di questo grande patrimonio attraverso il Punto Informativo del Romanico attivato in sede. L’obiettivo è dare servizi a un turismo di qualità, sostenibile e interessato tanto all’arte e alla cultura come all’enogastronomia.

L’Enoteca Regionale lavora in linea con le indicazioni dell’Assessorato al Turismo e dell’Assessorato all’Agricoltura della Regione Piemonte e in stretta collaborazione con gli altri organismi interessati, per esempio promuove la conoscenza di progetti come “I cammini del Romanico”, affascinanti itinerari che permettono di scoprire luoghi dove arte, natura e lavoro umano si sono armoniosamente fusi nel corso del tempo.

Sitografia

I testi e le immagini di questa sezione del sito sono rielaborazioni di contenuti tratti dalle seguenti fonti: – www.comune.asti.it – www.lacabalesta.it – www.gitefuoriportainpiemonte.it – www.percorsimonferrato.com – www.turismoincollina.it – www.vezzolano.it

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